Il mondo ai miei piedi. Polisemia della scarpa nel racconto delle fiabe

di Cristina Babino

«Mamma diceva sempre che dalle scarpe di una persona si capiscono tante cose. Dove va, dove è stata… Quante scarpe che ho messo io. Scommetto che se mi sforzo tanto, riesco poi a ricordare il primo paio. Mamma disse che quelle mi portavano dovunque. Disse che erano le mie scarpe magiche.»

(Forrest Gump)

Possiedo pochissime paia di scarpe. Ne ho un paio da tennis piuttosto usurate, un paio di Converse alte comprate da poco (in un impeto incontrollato di nostalgia per gli anni della mia adolescenza), un paio comode e nere a tacco basso che vanno quasi su tutto, per la mezza stagione, un paio di sandali con la zeppa che fa tanto estate, un paio di stivali caldi per l’inverno. Tutto qui. Non ho mai, lo confesso, subito la diffusa, alquanto comune, fascinazione, largamente femminile, per le scarpe, specie col tacco. Sarà che io sui tacchi, semplicemente, non ci so camminare. Lo stesso per le borse. Ne possiedo un numero limitato, anche di quelle, perlopiù di genere sportivo, o neutro, buone quasi per tutte le occasioni, da abbinare senza stare troppo a pensarci all’ugualmente scarso repertorio di calzature. Leggi tutto “Il mondo ai miei piedi. Polisemia della scarpa nel racconto delle fiabe”

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Wake up and smell the coffin. Biancaneve e le belle addormentate

di Cristina Babino

L’eroina delle fiabe, o in più generale dei racconti popolari (e successivamente pure dei cartoni animati-feuilleton con cui è cresciuta la mia generazione), molto spesso, è orfana. Suo padre è morto, per causa di guerra o malattia, o è al più una figura trascurata, e trascurabile, mancante di un’identificazione precisa, di una connotazione che lo caratterizzi come personaggio all’interno della trama. O ancora, più raramente, risulta relegato in un altrove indefinito e imprecisato, oltre i confini conosciuti (hic sunt leones…). Leggi tutto “Wake up and smell the coffin. Biancaneve e le belle addormentate”

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