Variazione dal Pifferaio di Hamelin. In attesa di un ritorno e la ballata del sindaco di Hamelin

di Lidia Riviello

I
Quando lessi Il Pifferaio di Hamelin avevo la febbre e poca voglia di guarire. Guarire significava tornare a scuola e non leggere più le fiabe, mettere da parte l’immaginazione e scontrarmi con uno spazio tempo senza musica e con una mensa di parole tutte catalogate: quelle da dire e quelle da non dire.

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La gatta nella cenere

di Giovanni De Feo

Quando avevo sei anni avevamo in casa una gatta che si chiamava Ciucciuna. Era la gatta di mia madre da ragazza, sopravissuta ai millenni precedenti la mia nascita. Ciucciuna aveva un colore indefinibile che non ho mai visto né prima né dopo, un misto di fulvo, bianco e color cenere, come la fiamma e le braci spente di un camino. Leggi tutto “La gatta nella cenere”

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Il gatto con gli stivali

di Vincenzo Bagnoli

Godersi in pace una ricca eredità, passata di padre in figlio, è sempre una bella cosa: ma per i giovani, l’industria, l’abilità e la svegliatezza d’ingegno valgono più d’ogni altra fortuna ereditata. Da questo lato, la storia del gatto del signor marchese di Carabà è molto istruttiva, segnatamente per i gatti e per i marchesi di Carabà.

Carlo Lorenzini Leggi tutto “Il gatto con gli stivali”

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Sassolungo

di Chiara Catapano

Ti spedisco tre cartoline dalla Val Gardena.

Tre, perché nelle età che sporgono dai tuoi occhi, si arrampicano le mie, da nutrire nella dolcezza d’un rimpianto. Ognuna massaggia un livido bruno, qualche frequenza disarmata dall’alterità d’esistere dentro una colpa. Leggi tutto “Sassolungo”

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Il soldatino di stagno

di Maria­gior­gia Ulbar
con foto­gra­fie di Gae­tano Bel­lone

Diario, 27 settembre

Sono ancora vivo. Tutti mi dicono che dovrei pensare a questo e ringraziare il Cielo e Signoriddio, ma per me in cielo ci sono solo gli astri e il giorno e la notte, a volte i nembi, le nuvole che portano pioggia, gonfie, grigie. E ora che dico dei nembi mi viene in mente il mio amico Nino che era fissato con la geografia e con il meteo e leggeva sempre sui libri che andava a prendere in biblioteca e sapeva tutti i nomi delle nuvole. Non lo vedo da tanto tempo. Lui si è salvato perché era piccoletto e non l’hanno voluto uno così a combattere nel nome della Patria. Che se il cielo è il Cielo, la terra è la Patria e io nemmeno questo riesco a capire. Vedo solo la mia gamba, vedo anzi dov’era la mia gamba e ora c’è l’aria, il niente, anche se a volte mi fa male come se ci fosse ancora. Io solo questo vedo e mi fa arrabbiare. Leggi tutto “Il soldatino di stagno”

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La chiave d’oro

di Tiziana Cera Rosco

a Giuseppe Yusuf Conte

Carissimi signori Grimm,
Vi scrivo dalla neve, in un momento di coraggio.
Saranno state le sette meno un quarto stamattina, o comunque quell’ora in cui, dal bagno del risveglio, quando l’acqua è stata sufficientemente pompata nella conca ed ha già scorzato la parte dura del sonno, ho sentito che avrei dovuto affrettarmi fuori di lì. Leggi tutto “La chiave d’oro”

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Sei variazioni su Il Pifferaio Magico

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Hamelin non è mai stata una piccola città. Hamelin si espandeva di giorno in giorno, era gonfia, ingorda. Era, decisamente, brutta. Ma cosa vuoi che ne sappiano i bambini? Quando si è piccoli nulla, di queste faccende, si dovrebbe sapere. Non sapevamo, ad esempio, che i governanti erano loschi e si arricchivano nel malaffare. La piazza principale del paese era popolata da vecchi con le facce più assurde. Volti grigi, alcuni avevano le bocche sdentate. Non capivo perché nessuno finisse di costruire le case. Ad Hamelin, la sera, in cameretta, mia sorella calze bianche e io maglioncino azzurro, ascoltavamo fiabe. Leggi tutto “Sei variazioni su Il Pifferaio Magico”

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Il guardiano dei porci, una favola di Hans Christian Andersen

di Viviana Scarinci

Che ci si debba abituare al fatto che la realtà sia diventata sempre più clandestina?

Walter Siti, Troppi paradisi Leggi tutto “Il guardiano dei porci, una favola di Hans Christian Andersen”

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Il mago di Oz, ovvero la profezia che mi sono fatto

di Paolo Triulzi

L’inizio si perde nella vita. Nel Kansas sterminato e omogeneo dove corri dove vuoi senza mai arrivare a niente. Grigio come, in un appartamento di Milano, al sesto piano, la moquette della cameretta esplorata palmo a palmo negli infiniti pomeriggi dell’infanzia. La compagnia di un cane è come avere un altro se stesso che ascolta solo e segue contento di risuonare dei tuoi pensieri. Leggi tutto “Il mago di Oz, ovvero la profezia che mi sono fatto”

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La Bella e la Bestia

di Mariasole Ariot

Nessun mortale può mantenere un segreto: se le labbra restano mute, parlano le dita.

Sigmund Freud

Il ricordo della stanza si apre orizzontale: un parente secco ed un regalo, una scatola quadrata, i cumuli di resti e di frattaglie, il panno che avvolgeva il mio quadrato. Leggi tutto “La Bella e la Bestia”

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