Il Krampus

di Chiara Catapano

Dietro l’ovale del Caprifoglio si nasconde il Krampus, velenose bacche rubescenti: gli occhi.

krampus+2+daniele+ferraro

È un risveglio fuori stagione: lui, contratto nel baccello di terra, appena sotto le suole dell’uomo. Al gioco negato rimandano le rughe, ai pianti senza fine e alle urla delle madri, le corna bitorzolute; duro muschio i legni sopra il capo. Fermento di zolfo nell’aria di dicembre.

Perché allora non sembra così definitivo il male? Forse perché l’ampissima deriva è sempre e solo umana. Egli segue la natura propria alla genia in cui gli toccò nascere.

Come per brinamento  compare il Krampus sulle dure zolle invernali, all’ombra della montagna, con questo carico di rabbia verso l’essere adorato da Dio, verso l’eletto senza qualità; l’umano che risplende di gioia nella vallata, infedele servo, più impuro di Lucifero – che tentò in fondo di animarne l’anima dormiente.

Il figlio della notte ulula nel cono della valle, e un brivido corre sotto pelle ai villani addormentati.

Arrivano i Krampus, mandrie dagli zoccoli d’argento, a portar via dai nidi i figli dei peccatori. Il seme della tragedia, canto del capro nel cuore del Signore, risveglierà la pietà mariana: un santo con il cerchio d’oro intorno al capo farà, anche quest’anno, scendere la Vergine: ai nostri piedi egli deporrà il suo mantello, perché le schiere infinite d’innocenti percorrano il sentiero verso casa, senza pericolo.

Nel bosco intanto gli animali hanno abbandonato le tane. Odore di morte, odore di sopraffazione affligge le tenere membra della lepre, e il solido cervo s’azzuffa neanche fosse spuntata fuori tempo un’altra primavera. I canti di Natale si spandono inforcati dai Krampus assieme alla prima neve. Servono a cacciare la paura dai cuori, bisbigliano gli adulti ai figli tremanti. Cantate!, cantate le lodi del Signore: neppure il diavolo in persona può nulla dinnanzi al Suo nome! Nove volte benedetto, i nove cieli ha attraversato, trafiggendone la volta con la vibrazione del Suo nome: apparvero stelle, aghi di luce sopra le tenebre. Cantate! San Nicola presto giungerà in nostro aiuto, abbandonerà i cieli e con la verga di bosso proteggerà il nostro sonno. Cantate dunque, e non temete la notte: se scivolerete lenti dentro i vostri sogni, continuate a invocare la grazia del Signore!

krampus 1Così passa la notte di San Nicola. Ma sempre le maglie pur strette delle Fede, lascian scivolare fuori un pesciolino, il sacrificio richiesto perché l’equilibrio venga da tutti rispettato. Che neppure Dio può nulla, contro la propria creatura. Così le leggi, che sono il suo stesso corpo, Egli fa valere in ogni parte dell’universo. All’alba del 6 dicembre, i bambini, alzandosi, troveranno mandarini e datteri, e una cioccolata calda per la festa del Santo. Ma in una casa, il lumicino tremante per i sussurrati pianti annuncia l’aurora livida del verno: una culla ancora calda, e i genitori affranti nel gelido mattino. Era proprio il loro, quel pesciolino?, si domandano increduli torcendosi le mani.

Disegni di Daniele Ferraro

Salva

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailFacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Autore: Chiara Catapano

Chiara Catapano dirige la rivista on line Olandese Volante assieme a Claudio Di Scalzo. Poetessa, alcuni suoi articoli sono apparsi su riviste di settore in Italia e all’estero. Tra gli altri, collabora con: Fierascena, compagnia teatrale e laboratorio per il teatro sociale; i musicisti Gaetano e Canio Speranza, e il fisarmonicista Rocco Nigro su alcuni progetti di teatro musicale. Si occupa da diversi anni dello scrittore ligure Giovanni Boine, del quale a breve uscirà a sua cura per la Fondazione del Museo della Storia di Trento la riedizione dei Discorsi militari, in collaborazione con il dott. Andrea Aveto dell’Università di Genova, e dello stesso Di Scalzo. A Giovanni Boine è dedicata la sua raccolta poetica (La graziosa vita, Thauma, 2013).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *