Sulle orme di Hänsel e Gretel (Prima parte)

A cura di Elisa Biagini

Due giorni tra boschi e prati per ritrovare le storie nascoste di Hänsel e Gretel, le parole radunate sotto ai sassi.SENT/IERI

Ma tu
Guardami bene adesso
fratellino mio
Ora che non c’è più Natale
in questa piccola Bet lehem.

Guardala bene e annusala
la cenere viva.
che ha macchiato il vestitino
ascolta bene il mio respiro
che si fa grande
mentre giochi a sfamare
con le briciole
il tuo sentiero bimbo
che si distrae in tutto ciò
che non è candido.

Chissà com’è
che resta sempre
un pezzo di pane
alla fine del mondo.

Jacopo Ninni

rackham_hansel1***

But I will not follow you to the sealine

Steve Kilbey

Non ho più intenzione di seguirti,
ora,
anche se non sei altro che la voce
di un primo sole bianco e remoto.

I percorsi attraverso le stagioni
non sono mai stati chiari o brevi
ma nel rumore di fondo
dove ti ho avvertito sempre
si apre un vuoto che non conoscevo.

Davide Valecchi

***

Hänsel and Gretel; Darstellung von Alexander Zick (1845 - 1907)
Hänsel and Gretel; Darstellung von Alexander Zick (1845 – 1907)

quella vera

scavati al midollo dalla fame
le pance riempite di terra
(l’ordinanza vietava
il consumo dei bordi stradali)
ci sforzavamo di non vedere
le gote rosse dei bimbi
nei vetri della casa accanto,
di non sentire il richiamo
dentro il più nero dei sogni
di voci chiare come sassolini
sotto una luna ossuta

Brenda Porster

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***

l’osso cavo
rimbomba di bosco
le mani a conca
a bere coraggio
riposano ora
nelle tasche stracolme
sulla retina la casa
di zucchero scompare
mentre l’occhio
finalmente si allarga.

Katia Ferri

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***

Rapporto Hänsel

Eravamo fuori quando ci sorprese.

Mia sorella era sopra al davanzale,
aveva rotto la finestra con un pugno
e sgranocchiava il vetro zuccherino.
Dal tetto di pane io strappavo la midolla
me la ficcavo in bocca inghiottendola veloce
così veloce che un boccone mi si bloccò in gola
e sarei morto se lei non fosse uscita
e non mi avesse messo due dita in gola
per farmi vomitare.

Con me si dimostrò gentile
all’inizio, soprattutto
a parte le catene e tutto il resto,
mi portava le frittelle
e la sera il latte caldo,
mi ripeteva spesso
che sarebbe andato tutto bene.

Ogni notte mi addormentavo
tenendo in mano gli ossicini,
li stringevo come un fazzoletto,
un po’ per compagnia.
Pensavo a casa mia e mi chiedevo
se l’avrei rivista ancora.

Quel giorno trasportava legna
era euforica, rideva e mi diceva
che ormai mancava poco.

Ho sentito come un colpo
nella stanza accanto
e dopo un urlo
e i passi veloci in corridoio
e mia sorella sulla porta,
sudata, spettinata
respirava con affanno,
sul viso un’espressione
che non le avevo visto mai.

Marco Simonelli

*****

Illustrazioni di Arthur Rackham.

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