Nonsolofiabe: Sassolini, mollichine

di Giuseppe Zucco

Una sola metafora spesso dice più di un lungo discorso.
Bernard Lamy 

Gli stringevamo una corda intorno ai piedi, e lo trascinavamo fuori dalla tenda. In realtà, non erano i piedi, quanto l’estremità del sacco a pelo. Facevamo strisciare il sacco a pelo sul catino della tenda, sullo spiazzo di terra davanti alla tenda, intuendo appena la polvere sollevata nell’oscurità. Leggi tutto “Nonsolofiabe: Sassolini, mollichine”

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Wake up and smell the coffin. Biancaneve e le belle addormentate

di Cristina Babino

L’eroina delle fiabe, o in più generale dei racconti popolari (e successivamente pure dei cartoni animati-feuilleton con cui è cresciuta la mia generazione), molto spesso, è orfana. Suo padre è morto, per causa di guerra o malattia, o è al più una figura trascurata, e trascurabile, mancante di un’identificazione precisa, di una connotazione che lo caratterizzi come personaggio all’interno della trama. O ancora, più raramente, risulta relegato in un altrove indefinito e imprecisato, oltre i confini conosciuti (hic sunt leones…). Leggi tutto “Wake up and smell the coffin. Biancaneve e le belle addormentate”

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Pelle d’asino: mutare d’abito

di Francesca Bertazzoni

Sono debitrice alle Fiabe Sonore per Pelle d’Asino. Adoravo gli intermezzi musicali e le illustrazioni dell’enigmatico Ferri, i cui abiti sontuosi sembravano fatti di metri e metri di stoffe brillanti. Leggi tutto “Pelle d’asino: mutare d’abito”

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Nonsolofiabe: Il cane e l’osso. [Il cane e la sua ombra]

di Gianfranco Franchi

A Brocca

Con Il cane e l’osso si dà il via ad una serie di variazioni sul tema e scritti che vivono nei dintorni delle fiabe (in questo caso siamo dentro la favola). Saranno pubblicati il lunedì, a cadenza irregolare. Buona lettura! Leggi tutto “Nonsolofiabe: Il cane e l’osso. [Il cane e la sua ombra]”

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La capra ferrata

di Vanni Santoni

In casa mia le fiabe non usavano granché. Cresciuto a fumetti da subito, le cose più somiglianti a fiabe con cui abbia avuto davvero a che fare sono stati la Pimpa e i Ronfi, punte di diamante di quel Corriere dei Piccoli al quale affiancavo, oltre al canonico Topolino, anche i Linus e i Corto Maltese di mio padre. Leggi tutto “La capra ferrata”

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Sangue, spilli e ingannatori: le molte vite di Cappuccetto Rosso

di Renata Morresi

Il movente, si dice, è sessuale. Varie le sue declinazioni. Il rosso lo prova. Addita al sangue, menarca, deflorazione dell’imene, transustanziazione? Diciamo: corpo vibrante, predisposto al passaggio (e a passare). Tutti corpi interessanti in questa storia, se guardi bene, ognuno a suo modo espressione di potenza. Leggi tutto “Sangue, spilli e ingannatori: le molte vite di Cappuccetto Rosso”

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Cenerentola: lo sguardo di Satana

di Marco Simonelli

Cenerentola: ce la ricordiamo tutti vestita con un abito scintillante mentre corre giù dallo scalone del castello lasciandosi dietro la scarpetta di cristallo, ansiosa di tornare alla carrozza che allo scadere della mezzanotte tornerà inevitabilmente zucca. Dopotutto la Fata Madrina era stata chiara nell’imporle il coprifuoco. Leggi tutto “Cenerentola: lo sguardo di Satana”

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Boschi, pan di zenzero e anatre bianche. C’erano una volta Hänsel e Gretel

di Francesca Matteoni

Entriamo nel racconto di Hänsel e Gretel e della strega che li rapisce. Leggi tutto “Boschi, pan di zenzero e anatre bianche. C’erano una volta Hänsel e Gretel”

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Scarpe rosse

di Marilena Renda

Il mio lavoro di insegnante ha pochi piaceri. Uno di questi, lo ammetto, è dare vita alla scena che segue. Arriva sempre un giorno, di solito alla fine dell’anno scolastico, in cui decido di leggere alla classe Scarpette rosse, la mia fiaba preferita di Andersen. La prima volta che decisi di raccontarla le portavo proprio, le ballerine rosse (forse volevo inconsapevolmente incrementare l’effetto cruento). Dunque, quel giorno lessi la fiaba, e una bambina dal volto perfettamente innocente guardò il libro, poi guardò le mie scarpe ed esclamò, con aria di vero spavento: “Stai attenta, professoressa!”. Leggi tutto “Scarpe rosse”

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L’arte è una bestialità. Una lettura de “I musicanti di Brema”

di Azzurra D’Agostino

Meno di cinquemila anime. Una chiesa parrocchiale. Un convento dei frati. Una piazza. Intorno, quasi dovunque, boschi. Qui è dove sono nata, un paese imborghesito della vecchia Emilia che fu contadina. Nella piazza, vicino a quell’edificio che viene chiamato “Torre del Fascio”, sta una biblioteca. Leggi tutto “L’arte è una bestialità. Una lettura de “I musicanti di Brema””

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