Wake up and smell the coffin. Biancaneve e le belle addormentate

di Cristina Babino

L’eroina delle fiabe, o in più generale dei racconti popolari (e successivamente pure dei cartoni animati-feuilleton con cui è cresciuta la mia generazione), molto spesso, è orfana. Suo padre è morto, per causa di guerra o malattia, o è al più una figura trascurata, e trascurabile, mancante di un’identificazione precisa, di una connotazione che lo caratterizzi come personaggio all’interno della trama. O ancora, più raramente, risulta relegato in un altrove indefinito e imprecisato, oltre i confini conosciuti (hic sunt leones…). Leggi tutto “Wake up and smell the coffin. Biancaneve e le belle addormentate”

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Sangue, spilli e ingannatori: le molte vite di Cappuccetto Rosso

di Renata Morresi

Il movente, si dice, è sessuale. Varie le sue declinazioni. Il rosso lo prova. Addita al sangue, menarca, deflorazione dell’imene, transustanziazione? Diciamo: corpo vibrante, predisposto al passaggio (e a passare). Tutti corpi interessanti in questa storia, se guardi bene, ognuno a suo modo espressione di potenza. Leggi tutto “Sangue, spilli e ingannatori: le molte vite di Cappuccetto Rosso”

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Cenerentola: lo sguardo di Satana

di Marco Simonelli

Cenerentola: ce la ricordiamo tutti vestita con un abito scintillante mentre corre giù dallo scalone del castello lasciandosi dietro la scarpetta di cristallo, ansiosa di tornare alla carrozza che allo scadere della mezzanotte tornerà inevitabilmente zucca. Dopotutto la Fata Madrina era stata chiara nell’imporle il coprifuoco. Leggi tutto “Cenerentola: lo sguardo di Satana”

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Boschi, pan di zenzero e anatre bianche. C’erano una volta Hänsel e Gretel

di Francesca Matteoni

Entriamo nel racconto di Hänsel e Gretel e della strega che li rapisce. Leggi tutto “Boschi, pan di zenzero e anatre bianche. C’erano una volta Hänsel e Gretel”

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L’arte è una bestialità. Una lettura de “I musicanti di Brema”

di Azzurra D’Agostino

Meno di cinquemila anime. Una chiesa parrocchiale. Un convento dei frati. Una piazza. Intorno, quasi dovunque, boschi. Qui è dove sono nata, un paese imborghesito della vecchia Emilia che fu contadina. Nella piazza, vicino a quell’edificio che viene chiamato “Torre del Fascio”, sta una biblioteca. Leggi tutto “L’arte è una bestialità. Una lettura de “I musicanti di Brema””

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