Il soldatino di stagno

di Maria­gior­gia Ulbar
con foto­gra­fie di Gae­tano Bel­lone

Diario, 27 settembre

Sono ancora vivo. Tutti mi dicono che dovrei pensare a questo e ringraziare il Cielo e Signoriddio, ma per me in cielo ci sono solo gli astri e il giorno e la notte, a volte i nembi, le nuvole che portano pioggia, gonfie, grigie. E ora che dico dei nembi mi viene in mente il mio amico Nino che era fissato con la geografia e con il meteo e leggeva sempre sui libri che andava a prendere in biblioteca e sapeva tutti i nomi delle nuvole. Non lo vedo da tanto tempo. Lui si è salvato perché era piccoletto e non l’hanno voluto uno così a combattere nel nome della Patria. Che se il cielo è il Cielo, la terra è la Patria e io nemmeno questo riesco a capire. Vedo solo la mia gamba, vedo anzi dov’era la mia gamba e ora c’è l’aria, il niente, anche se a volte mi fa male come se ci fosse ancora. Io solo questo vedo e mi fa arrabbiare. Leggi tutto “Il soldatino di stagno”

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